venerdì 23 maggio 2014

VALENTINA CAPONE IN "SOLE". AL TEATRO ELISEO

di Bianca Maria Sezzatini


Lunedì 26 maggio 2014, al Teatro Eliseo, è in scena lo spettacolo “SOLE”, di e con Valentina Capone, liberamente tratto da Le Troiane e da Ecuba di Euripide. Regia, ideazione spazio scenico, costumi, Valentina Capone.

La vicenda de Le Troiane è nota: sullo sfondo di Troia in fiamme, le prigioniere di guerra sono alla mercè dei Greci, vincitori con l’inganno del cavallo di legno. L’esito di un sorteggio assegna Cassandra ad Agamennone, Andromaca - consorte di Ettore - a Neottolemo ed Ecuba ad Odisseo. Cassandra appare agitata da un delirio fatidico. Le sofferenze di Andromaca raggiungono l’apice quando una nuova decisione dei vincitori le strappa il figlioletto Astianatte, che sarà gettato giù dalle mura della città.


La partenza delle navi si affretta, mentre, in un incendio totale, la città di Troia rovina, con sinistri fragori. Nell’aria i lamenti delle donne di Ilio, sole. Arrivano, poi vengono portate via, come dal vento, e lasciano una realtà condizionata da un Potere a loro, a noi, esterno, una forza che si impone e tenta di schiacciarci con ferocia. Una realtà non definibile, nella quale ciò che chiamiamo Destino o Dio o Legge di Natura, può trasformare tutto nel suo opposto; chi era libero e potente adesso è schiavo, chi rideva, piange. Voi che sembrate ora felici. La realtà ed il suo contrario nel simbolo del Sole, che illumina e dà la vita e che, allo stesso tempo, quella stessa vita essicca.
I testi di riferimento di Sole sono principalmente Ecuba e Le Troiane. La tecnica compositiva utilizzata da Euripide in queste Tragedie consiste in una successione di momenti, senza un nodo tragico e accentratore dell’azione: l’unità va ricercata nel clima sentimentale e tonale. In questa struttura, durante il processo creativo mi è stato naturale inserire suoni, parole e frammenti altri. Tra questi, la “piccola” storia di Etora, un personaggio di pura fantasia che commenta l’azione e le apparizioni sulla scena dal suo punto di vista.

Etora, è l’improbabile amante di Ettore. E’ rimasta sola. A volte succede: una mattina ti svegli ed il tuo eroe non c’è più, forse è andato in guerra. Ma anche i Grandi possono avere una piccola, fatale distrazione. Ettore ha scordato il suo Scudo, proprio quello scudo che nei racconti della sera, dopo l’amore, gli regalava tratti di invincibilità, rendendolo unico tra tutti. Quello scudo che, soprattutto, lo ha protetto tante volte e sempre lo ha fatto tornare. Quale miglior pretesto così, per cercare di raggiungerlo sul campo di battaglia? Etora non pensa, non esita, agisce, fa qualcosa, fa un’azione, parte anche lei, senz’armi, senza capire. Ingenua ed inconsapevole, con le sue battute Etora spezza parzialmente il ritmo tragico e suggerisce un’altra dimensione in cui vivere il dramma, anche se, inevitabilmente, viene via via assorbita dall’insensatezza della guerra e dall’immobilità dell’attesa, che tutto rende minaccioso e tutti paralizza.

In Sole non ci sono distinzioni nette tra Bene e Male, non ci sono categorie assolute, assolute certezze. La stessa Etora forse non esiste, forse è uno dei fantasmi e forse Ettore non l’ha mai incontrato.. a volte la immagino come una Maga, che celebra i suoi riti, che recita il suo gioco. In Sole, semplicemente, ci sono frammenti di poesia e di lacrime che si chiamano tra loro, che allargano la dimensione della Storia per giungere alla storia microscopica ed enorme che faticosamente tutti sopportiamo dentro, più o meno consapevolmente, e che  nonostante tutto, non vogliamo dimenticare perché è proprio “la nostra”.

Sole è uno spettacolo visionario, in cui le musiche e le luci non sono mai di accompagnamento ma diventano esse stesse sensazione. Come da altri mondi, i Radiohead, Chopin ed una canzoncina per bambini hanno invaso la mia memoria senza che io glielo abbia chiesto. La scenografia è essenziale - tre sedie ed uno scudo sospeso (il sole?) proprio perché lo spazio sia tutti i luoghi e nessuno: le rovine della città, un cimitero o forse, semplicemente, il luogo in cui ci si veste e ci si spoglia per dar vita alle singole figure ed alle maschere.”

Recita: ore 20:45

Biglietto:
Posto unico, 10 €.
Ridotto: 8 €. - ridotto scuole: 5 €.

Per informazioni e prenotazioni: Tel. (botteghino) 06 488.21.14 - 06 488.722.22

TEATRO ELISEO

Via Nazionale, 183

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