di Bianca Maria Sezzatini
Nel rovistare nel cassetto dove sono solita riporre foto e ritagli di giornale la mia attenzione viene attratta da una cartolina, una cartolina speciale, una cartolina “da collezione” che raffigura l’architetto Cesare Esposito vicino alla sua opera con cui, ancora giovanissimo, nel 1973/1974, vinse il concorso pubblico indetto dal Comune per i monumenti a Roma per dare un volto artistico a Piazza delle Sette Chiese. Una scultura in acciaio inox con più basi e moduli in cemento armato, alta 12 metri, pesante 600 chilogrammi, orientata con i suoi elementi tubolari e cubi aperti in direzione delle Fosse Ardeatine, di Porta San Paolo e della Montagnola, tre luoghi emblematici della Resistenza romana.