Visitato il Ghetto di Roma, il più antico ghetto del mondo dopo quello di Venezia, abbiamo desiderato anche conoscerne tradizioni e cucina e così, consigliati, abbiamo prenotato da "RENATO" un ristorante hostaria kosher incastonato dentro le mura di un palazzo più che centenario, in Via del Portico d’Ottavia, al numero 63. Abbiamo gustato piatti della tradizione giudaico-romanesca, tutti realizzati molto bene. L'eccellente fritto con il famoso "carciofo alla giudia", il filetto di baccalà e il fiore di zucca; ottime le fettuccine fatte in casa al pomodoro.
É stata veramente una piacevole esperienza così come la descrizione dei piatti kosher che ci avevano proposto. Abbiamo pranzato fuori, come è d'obbligo in questo periodo di pandemia, ma prima di salutare ho chiesto di poter visitare il resto del locale. In questo piccolo gioiello situato in pieno centro storico di Roma, fra le tante cose esposte, vengo attratta da un quadro molto ispirato, realizzato con sughero, calici di vetro, legno antico e radica di noce intitolato "ALLA VITA" (Lechaim). Alla base del quadro una targhetta: "le creazioni di Clelia". Mi incuriosisco: chi è Clelia?
