di Bianca Maria Sezzatini
Il
merito è dell’architetto Cesare Esposito se a Roma, nonostante
il caldo record, il 5 agosto, nevicherà. È grazie a lui che l’ha ideata 43 anni
fa, che anche quest’anno, in piazza Santa Maria Maggiore, si ripeterà la
rievocazione storica del miracolo della Madonna della Neve.
Il “prodigio”, avvenne la notte fra il 4 e il 5 agosto del 352 d.c. quando, dal cielo di quella calda notte romana, cadde la neve. Conosciuto in tutto il mondo come “il miracolo della Madonna della Neve”, è considerato dai romani uno degli eventi più rappresentativi delle proprie tradizioni. A ricordo, dal 1983, ogni 5 agosto, Piazza di Santa Maria Maggiore, la piazza antistante l’omonima Basilica, la più grande al mondo dedicata alla Madre di Gesù, si trasforma in un grande teatro a cielo aperto dove, tra musica, poesia e giochi di luci laser, si ripete l’intensa nevicata.
Lo
spettacolo avrà inizio alle ore 21:00 con la Fanfara della Legione allievi
dell’Arma dei Carabinieri diretta dal maestro Danilo Di Silvestro, il concerto
lirico con Sara Pastore, Caterina Novak, Rino Scaturro, Cristian Caselli e
Giuseppe Milli e il pianista Francesco Del Fra. Attesa per la performance del
noto pianista James Raphael e per Ilaria Salvati, l’Angelo della Pace.
L’evento si avvale anche dello storico e poeta Francesco Gui, del giornalista, presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, dell’inviato di TeleCapri Nello De Martino, del contributo del popolare attore e regista Lorenzo Flaherty. Tra i poeti anche Gabriella Lavorgna, Alessandra Maltoni, Petronilla Pullara, oltre a Maurizio Pochesci con il suo Reading poetico. Brindisi benaugurale con l’Inno della Pace: coro di adulti e bambini degli Artisti Pedagogisti e la scenografia dell’architetto Renato Maria Nisticò.
Conduce la serata Emilio Volgarino; madrina, Laura di Luca.
Scrive l’architetto Esposito: "Dedico questa manifestazione a Papa Leone XIV, alla memoria di Papa Francesco e alla speranza di pace nel mondo e per annunciare che, come da mia idea e progetto, sarà restaurata e salvata dall’usura tempo la preziosa colonna corinzia di piazza Santa Maria Maggiore, “La Madonna con Bambino” che svetta sulla sua sommità, definita dagli storici dell’arte “La più bella del mondo”.
Con l’occasione rivolgo anche un accorato appello al grande Renato Zero che con le sue melodie fa rivivere tutto ciò che io definisco amore e sensazioni di pace: Renato, venga a Santa Maria Maggiore per amore della storia di Roma e della madre di Gesù. L'aspetteremmo tutti con immensa gioia”.
Conclude
l'architetto Esposito ringraziando il cardinale arciprete della basilica di
Santa Maria Maggiore, Rolandas Makrickas; le personalità istituzionali di Roma, quali il
sindaco Roberto Gualtieri, l’assessore alla cultura Massimiliano Smeriglio, il
presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri, il generale dell’Arma dei
Carabinieri, Salvatore Luongo, il questore Roberto Massucci, la Fanfara della
Legione allievi dell’Arma dei Carabinieri diretta dal maestro, Danilo Di
Silvestro.
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| LA NADONNA DELLA NEVE |
LEGGENDA . . .
Secondo
quanto narrato da vari autori cristiani, Giovanni era un ricco patrizio che
viveva a Roma. Durante la notte del 4 agosto 352 d.C. egli avrebbe visto in
sogno la Vergine Maria che chiedeva di costruire una basilica nel luogo dove il
mattino seguente avesse trovato della neve fresca. Giovanni, la mattina
seguente, corse da Papa Liberio per raccontargli quanto visto e il pontefice
confessò di aver avuto la stessa visione. Il prodigio nel frattempo si era
avverato e per ordine di Liberio si fece tracciare la pianta di una grandiosa
basilica esattamente dove cadde la neve di agosto. Sempre secondo la storia, la
basilica sarebbe stata finanziata dal patrizio stesso e prese il nome di Basilica
di Santa Maria della Neve (o Basilica Liberiana dal nome del Papa, popolarmente
ad Nives).
.
. . E UN PO’ DI STORIA
Madonna
della Neve è uno degli appellativi con cui la Chiesa Cattolica venera Maria
secondo il cosiddetto culto di iperdulia. Si tratta del nome tradizionale e
popolare per indicare Maria Madre di Dio (Theotokos), come sancito dal Concilio
di Efeso. La sua memoria liturgica cade il 5 agosto e in memoria della
miracolosa apparizione mariana.
Il
titolo di Madonna della Neve risale ai primi secoli della Chiesa ed è legata
alla nascita della Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma.
L’antica
chiesa fu atterrata al tempo di Sisto III che in ricordo del Concilio di Efeso
dove si era solennemente decretata la Maternità Divina di Maria, volle
innalzare a Roma una basilica più grande in onore della Vergine, utilizzando
anche i materiali di recupero della chiesa antecedente. In quel periodo a Roma
nessuna chiesa o basilica raggiungeva lo splendore e la grandezza del nuovo
luogo di culto, qualche decennio dopo, le fu dato il titolo di Basilica di S.
Maria Maggiore, per indicare la sua prevalenza su tutte le chiese dedicate alla
Madonna. Nei secoli seguenti la basilica ebbe vari interventi di restauro
strutturale e artistico, fino a giungere nel 1750 le forme architettoniche che
oggi ammiriamo. Dal 1568 la denominazione ufficiale della festa liturgica della
Madonna della Neve è stata modificata nel termine; dedica di Santa Maria
Maggiore con celebrazione rimasta al 5 agosto e miracolo della neve in agosto
non più citato poiché leggendario e non documentato.
Il culto sulla Madonna della Neve andò comunque sempre più confermandosi, tanto è vero che tra il XV e il XVIII secolo ci fu la massima diffusione delle chiese dedicate alla Madonna della Neve, con l’instaurarsi di tante celebrazioni locali che ancora oggi coinvolgono interi paesi e quartieri di Città.
A
Roma il 5 agosto nella matriarcale Basilica di Santa Maria Maggiore, il
miracolo viene ricordato con una pioggia di petali di rosa bianca, cadenti
dall'interno della cupola durante la solenne celebrazione liturgica e, dal
1983, con la rievocazione della storica nevicata in Piazza dell'Esquilino, per
merito del suo ideatore, l'architetto Cesare Esposito.
Il
culto, come si è detto, ebbe grande diffusione. Oggi, in Italia, si contano 152
edifici sacri fra chiese, santuari, basiliche minori ecc. intitolate alla
Madonna della Neve. Ogni regione ne possiede una notevole quantità, in
particolare concentrate su zone dove la neve non manca. Le regioni che
primeggiano sono: il Piemonte, con 31; la Lombardia, con 19; la Campania, con
17.
Nel
Napoletano il culto e celebrazione è molto solenne, coinvolgendo le comunità di
fedeli con manifestazioni esterne e folcloristiche.
CHI
È CESARE ESPOSITO, L'ARCHITETTO DEL MIRACOLO?
Scrive
Esposito nel suo trattato dedicato alla Madonna della Neve e alla città di
Roma: “La libertà illumina il desiderio d’amore nel grande abbraccio
della madre. L’estensione infinita si armonizza nel tentativo della
contemplazione che indaga e penetra il mistero della natura. La felicità umana
raggiunge la pietà dell’arte e strappa i coralli del dubbio.…La responsabilità
della gioia ispira l’azione tesa a ricostruire la fiaba della carità che
restituisce il giudizio alla purezza della coscienza….Il sublime lancia
attraverso il trionfo degli stati d’animo lo spessore della poesia dell’uomo”.
Esposito si può considerare quindi un precursore dell’architettura fantasiosa e
visionaria, che coinvolge sempre l’aspetto corale della città eterna con
ingegno e creatività.
Quando
lo si incontra sovente lo vedi in questo modo: nel taschino della giacca tiene
decine di matite colorate. Ti vede e ancor prima di dirti qualcosa di preciso
estrae dalla tasca una delle matite e te le regala. E ti precisa bene il
motivo: è un colore (e ti dice con precisione quale) ed è il colore il regalo
più bello che una persona possa ricevere. Poi di quella farai l’uso che
vuoi.




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