mercoledì 2 aprile 2014

"FRIDA KAHLO: IL RITRATTO DI UNA DONNA"

di Bianca Maria Sezzatini


Fino a domenica 13 Aprile 2014, è in scena al Piccolo Eliseo Patroni Griffi, per la regia di Alessandro Prete, “FRIDA KAHLO: il ritratto di una donna”. La grande pittrice messicana Frida Kahlo, simbolo dell'avanguardia artistica e dell'esuberanza della cultura messicana del Novecento, è interpretata da Alessia Navarro. 

Con lei in scena: Alessia Olivetti, Ettore Belmondo, Cristina Del Grosso e Claudio Garruba. Il corpo di ballo è composto da: Marta Mearelli, Ilenia Jodice, Maria Celeste Sammarco e da Marco Passarello.

Aiuto regia: Valentina Morgia;
Coreografie: Alessandra Bianchini;
Scenografie: Alessio Brodolini
Costumi: Gisa Rinaldi
Sound engineer: Tiziano Stampete
Light design: Marco Laudando
Realizzazioni grafiche: Ince Media
Consulenza storica di Silvia Cardi. 


Questo spettacolo che nasce da un’idea di Alessia Navarro, Pino Insegno e di Alessandro Prete prende spunto dalla straordinaria ed intensa vita vissuta da Frida Kahlo (1907 – 1954) e si è pregiato del patrocinio dall’Ambasciata del Messico e del sostegno delle Scuderie del Quirinale per la promozione dello spettacolo. 

Magdalena Carmen Frieda Kahlo Calderòn, sensibilissima pittrice, riconosciuta icona dell’emancipazione della femminilità, viene oggi rappresentata attraverso un testo teatrale, con l’ambizione di offrire al pubblico il messaggio sulla verità emotiva che la pittrice ha voluto imprimere su alcune delle sue tele. Una verità che appartiene all’universo femminile, ma che dovrebbe essere custodita da ogni essere umano, uomo o donna che sia, quale filo conduttore del ciclo vitale. Un inno alla vita, alla gioia, alla passione, alla forte motivazione di rimanere ancorata al presente, al “qui ed ora”, senza mai avere la paura del passato ed avendo sempre speranza per il futuro. Una donna che ha saputo sempre affrontare e superare estreme difficoltà fisiche e relazionali; riservando alla famiglia e all’amore per il proprio coniuge quella centralità che rende Frida Kahlo icona della femminilità in ogni sua sfumatura: figlia, madre, sorella, amica, amante, artista…..una donna talmente realista da essere sfacciatamente attuale. 

In “Frida Kahlo: il ritratto di una donna” prenderanno vita sulla scena alcuni dei suoi celebri quadri, attraverso alcune storie di donne diverse tra loro. Filo conduttore delle storie saranno i simbolismi rappresentati nei quadri stessi. Ad ogni gesto delle protagoniste corrisponderà una pennellata sullo sfondo. Ad ogni storia conclusa corrisponderà quindi un quadro compiuto. Il tutto legato da un corpo di ballo che contestualizzerà ancora meglio il tempo e lo spazio. Saranno visibili attraverso l'interpretazione di altri attori i vari personaggi che hanno accompagnato la sua vita. Vedremo Frida Kahlo per come la conosciamo solo all’inizio, come introduzione ai quadri e alla fine come celebrazione di un’eredità che la stessa pittrice vuole lasciare alle donne. Non vedremo rappresentata una biografia realistica della pittrice, ma altresì, racconteremo la Donna, in ogni luogo, in ogni spazio ed in ogni tempo, fino a raggiungere l’idea di Frida Kahlo intesa come icona femminile. Personalità complessa, la pittrice ha riversato nella sua arte le sue vicende fisiche e sentimentali trasformandole in simboli della sua spasmodica volontà di affermarsi ed essere indipendente. 

I quadri rappresentati sono: 

Nascita”: gli autori scelgono questo quadro quale manifesto della vita. Il momento della nascita di ogni essere umano contiene in sé gli elementi emblematici dell’appartenenza, dell’accoglienza e della spinta necessaria per acquisire la libertà di esistere. Durante il parto le donne devono spingere, il desiderio di dare alla luce un figlio dovrebbe superare la paura del dolore e della sofferenza. Non sentirsi accolti, sin dalla nascita, infligge una profondissima ferita ma non toglie la vita.

“Autoritratto con collana”: un volto disteso, sereno, luminoso ed un’eleganza sobria, raffinata e candida. Ecco il quadro scelto dagli autori per consegnare al pubblico una donna fiera, integra, umile e libera. Una donna capace di contenere la tristezza, la delusione, il dolore che ogni vita riserva. Una donna che rimane in piedi nonostante tutto, in nome dell’amore per la vita. 

“La mia balia e io”: il conflitto con la madre e il desiderio di maternità. Una madre non presente sin dall’allattamento, primo gesto di accudimento, tradito in nome di qualcos’altro più importante; primo gesto affidato ad una balia, che mai potrà sostituire una madre e che relega la figlia alla solitudine. Un conflitto che si ripropone in gioventù, che potrebbe essere risolto se solo la madre riuscisse a donarsi incondizionatamente, un conflitto che potrebbe ridimensionarsi fino a non avere più potere se la maternità arrivasse. Ancora una volta la femminilità nella sua accezione più intensa: la maternità. 

“Quel che mi diede l’acqua”: il quadro suggerisce il tema della malattia, della morte e del desiderio che ogni donna ha di essere accudita, ascoltata e accompagnata dal proprio uomo lungo il cammino della vita. L’acqua è l’elemento simbolico usato per rappresentare la possibilità di rinascere ogni volta dopo un dolore. La realtà si mescola al delirio, preludio talvolta della morte, in questo caso desiderata quale epilogo della sofferenza, la depressione. 

“Qualche piccolo colpo di pugnale”: il femminicidio. Gli autori scelgono il quadro per il suo tema spietatamente attuale, una cronaca nera presente in ogni tempo storico. Il tradimento dell’uomo e la scelta della donna di non colludere con lui, di non lasciarsi trascinare in un rapporto costruito sulla menzogna, di non cedere ad una carnalità priva di sentimento. Immediata la reazione di follia che porta l’uomo ad eliminare ciò che non può possedere: la donna. 

"Autoritratto con capelli tagliati": in scena come nel quadro, una donna che annulla la propria identità femminile con gesti simbolici, il taglio dei capelli ed indumenti maschili. Per amare un uomo non risolto, narcisista ed ambivalente la donna potrebbe perdere se stessa tanto da delirare e mettere in discussione la propria adeguatezza. Gli autori però accettano la sfida del nostro tempo, un tempo liquido e narcisista, e sostengono la donna , riconsegnandole la femminilità. 

“Il suicidio di Dorothy Hale”: gli autori scelgono il gesto del suicidio per spiegare la fine di uno scenario in cui una donna, nell’impossibilità di essere amata e diventare madre, rivolge lo sguardo e si lascia trasportare da un’altra donna in una relazione che accoglie e consola, ma che contiene in sé elementi di morbosità che soffocano, limitano e impediscono l’espressione, la crescita del talento artistico della protagonista. L’Arte è l’elemento centrale e gli autori annunciano l’atto di responsabilità verso di Essa che una coppia, tanto quanto il pubblico spettatore sono portarti a sentire un’emergenza impellente. L’Arte non può morire, ciò che impedisce la sua manifestazione si. 

“La colonna spezzata”: prende corpo in scena l’Amore, rappresentato dalla relazione tra una donna malata e il suo fisioterapista. La metafora è solenne: Amare e poter essere Amati significa abbandonare le proprie aspettative sull’altro accettandolo per quello che è realmente ed anche abbandonarsi all’altro mettendo a nudo le proprie fragilità ed impedimenti mentali o fisici. E ancora una volta immancabilmente gli autori portano in scena l’idea romantica ed autentica delle relazioni sentimentali. 

“Il Sogno”: un dialogo profondo tra Frida e la propria coscienza. Tra la vita e la morte. Tra il desiderio di esserci lottando con tutte le forze contro gli impedimenti alla vita, e la tentazione di cedere, al fallimento alla depressione. L’immagine della vita, dove costantemente al fianco della gioia cammina la morte, e dove la spiritualità trova spazio per darne significato. 

“Autoritratto come Tehuana”: una chiusura coerente con tutta la sceneggiatura. Gli autori immortalano la donna nella sua veste solenne di sposa e donna, al fianco di un uomo amato in ogni suo pregio o difetto. Una vita vissuta con lo sguardo fermamente rivolto al proprio uomo. Gli autori non ci consegnano la prospettiva dell’uomo, ma da uomini si alleano a Frida, alle donne, alla loro naturale spinta alla vita, a cui certamente rendono omaggio. 

“Si ricorda che tutti i visitatori della mostra Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale potranno usufruire dello speciale biglietto dello spettacolo a soli 10 Euro”. 

Orari Spettacoli: dal martedì al sabato, ore 20.45 domenica, ore 17.00 

Prezzi biglietti: intero, €. 20; ridotto, da 11 a 17 euro 

Botteghino: tel. 06 488.21.14 e 06 488.722.22 

Ufficio Stampa Teatro Eliseo e Piccolo Eliseo Patroni Griffi 
Maya Amenduni 
Ufficio Stampa Compagnia 
Carola Assumma

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